Panico da tastiera: come gestirlo

Abbiamo parlato un po’ di tutto durante le nostre interviste, ma siamo sempre stati ben lontano da un argomento particolarmente sensibile per chiunque scriva per mestiere o per diletto: il blocco dello scrittore o, come lo chiamo io, il panico da tastiera. Si tratta di un'esperienza intensa, spesso paralizzante e di sicuro dolorosa che può colpire il principiante come l’autore più esperto. L’aspetto positivo della faccenda, è che imparare a riconoscere le cause del panico può aiutare ad evitarlo.

Quindi, prima di tutto, è necessario chiedersi cosa ci rende improvvisamente incapaci di scrivere anche una singola parola. Cosa fa sì cioè, che le idee svaniscano dalla mente e che ogni tentativo di mettere le parole su carta diventi vano? Al primo posto tra le varie cause del panico da tastiera, annovero senz’altro i dubbi sulle mie proprie abilità. A provocarli sono di solito altri scrittori – e chi sennò? – di cui mi capita di leggere i libri. È per questo che ho scelto di auto-proteggermi dalle grandi opere letterarie, come i classici per esempio, evitando il più possibile di tenerle perfino tra le mani. Sembrerà folle che una scrittrice tema le novelle di Emily Brontë, ma tant’è…

Oltre al deleterio confronto con i maestri dell’arte della scrittura, il perfezionismo eccessivo è un altro problema da affrontare molto seriamente. Mai, e sottolineo mai, aspirare alla perfezione! È proprio mentre si tenta di non sbagliare mai che si compiono i peggiori errori e, al peggio, si rimane imbambolati di fronte alla pagina bianca. E lo stesso accade quando pretendiamo di ricevere solo critiche positive dagli editori e quando ci sforziamo di rispettare tempistiche che contrastano con il nostro flusso creativo. Insomma: liberarsi dallo stress delle valutazioni, che siano personali o esterne a noi, è un toccasana per la scrittura.

Anche uscire di casa e staccarsi dalla tastiera per qualche ora, o giorno, può aiutarci a riprendere il ritmo perduto. La risposta a tutte le nostre domande, su un personaggio che per un motivo o per l’altro non riusciamo più a descrivere, su un’ambientazione o su una scena, si trova sempre lontana dalla nostra scrivania, magari dentro un bar, o un supermercato, e di sicuro non nella nostra stanza.

Il consiglio che posso dare a tutti coloro che cercano di superare il panico da tastiera, è quello di scrivere sempre e con costanza evitando in ogni maniera di giudicare troppo severamente i propri scritti. Quanto ai giudizi talvolta impietosi delle case editrici, be’, pazienza!

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